Sono trascorsi più di cinquant'anni dalla prima spedizione in Lucania di Diego Carpitella. Nell'ottobre del 1952 lo studioso di tradizioni popolari realizzo', grazie all'incontro con un altro storico meridionalista, Ernesto De Martino, la sua prima ricerca etnomusicologica sulle forme musicali legate ai rituali delle lamentazioni funebri. Se il Meridione d'Italia costituiva da tempo un problema nella coscienza di storici, economisti, sociologi, nessuno aveva fin allora affrontato il problema della cultura contadina del Sud ne', tantomeno, quello della conservazione e dello studio della tradizione orale di canti e musica popolare, viste come complessa e specifica concezione del mondo e collocate sullo sfondo di una società storicamente determinata.
Di Lucania, delle sue tradizioni, degli strumenti musicali utilizzati dalle donne nella cultura popolare contadina si parla in questa puntata di 'Folk D.O.C.' , programma musicale degli anni Settanta condotto da Diego Carpitella. Ospite della trasmissione del 16 luglio 1977, Giovanna Marini, nota oggi per il successo dell'album 'Il fischio del vapore', un disco fuori dal coro che rivitalizza brani che devono la loro ragion d'essere proprio alla tradizione orale e che grazie ad una veste pop innalzano per la prima volta l'attenta studiosa ai vertici della hit parade. Un progetto fortemente voluto da Francesco De Gregori che ha al tempo stesso restituito maggiore visibilità all'attività della folksinger romana diplomatasi a Santa Cecilia, come scopritrice e trascrittrice di canti popolari, leader di un suo proprio sperimentale e innovativo quartetto vocale e docente all'estero di etnomusicologia applicata alle canzoni del Sud Italia e delle Isole. Tra gli argomenti affrontati e scandagliati dalla Marini e da Carpitella: la tecnica del canto salentino
'La Lucania', canzone narrativa registrata a Tricarico
Lamento funebre e 'Canto del gallo' delle comunita' albanesi di Calabria e di Lucania
'I treni per Reggio Calabria', eseguita dal vivo, voce e chitarra, da Giovanna Marini
Il documento che Radioscrigno 'trasmette per voi' intende omaggiare il ricordo di Diego Carpitella, (all'etnomusicologo scomparso nel 1990 saranno dedicati maggiori approfondimenti sul nostro sito), nonche' la coscienza e la passione civile che animano da sempre il lavoro di Giovanna Marini. Ecco come Alessandro Portelli la descrive nelle note di copertina del suo nuovo disco 'Buongiorno e buonasera': 'Italia, quanto sei lunga', Canta giovanna Marini in una delle sue lunghe ballate. Da sempre, Giovanna Marini traccia la lunga geografia e la lunga storia di questa Italia, 'in giro a cantare' e ad ascoltare per poter cantare, una controstoria che va dalle radici contadine alla modernita' disperata, dal mare di Otranto alle strade di Milano, dalle Fosse Ardeatine alle Torri Gemelle, dalle navi per l'america ai treni per la Svizzera alle 'carrette del mare', dal 'padrone mio ti voglio arrecchire' di Matteo Salvatore ai nuovi potenti che corrompono le leggi e le coscienze. Giovanna Marini si forma nella musica classica (con Segovia), impara la musica popolare (grazie a Pasolini), le tratta alla pari, le trasforma entrambe. 'Intellettuale rovesciata', stravolge la musica colta con le grammatiche altre della cultura orale; dai suoni della campagna, inventa l'incalzante parlato ritmico da cantastorie urbana che anticipa e supera il rap. (')
In questa rubrica diamo spazio alle vostre
richieste e alle vostre curiosità.
"Manderemo in onda" pezzi tratti da trasmissioni
radiofoniche storiche, voci, schegge e canzoni.
Lo scrigno si apre anche ai vostri desideri e
dediche personalizzate