
Luciano Berio, un monello leggendario!
Luciano Berio è stato uno tra i principali protagonisti dell'attuale avanguardia nel cui ambito ha conseguito risultati decisivi, tanto nella musica elettronica quanto nel nuovo teatro musicale e nella nuova concezione della vocalità (coadiuvato dalla cantante Cathy Berberian) e della musica strumentale, caratterizzando il suo stile con un senso di concretezza fonica e con l'immediata attenzione alle proprietà peculiari del mezzo sonoro.
Iniziò gli studi musicali col padre proseguendoli al Conservatorio di Milano sotto la guida di G. C. Paribeni e di G. F. Ghedini. Nel 1954 ha fondato con Bruno Maderna lo Studio di Fonologia Musicale presso la Radiotelevisione italiana di Milano, che diresse fino al 1961. Nel 1956 fondò la rivista 'Incontri Musicali', dirigendo fino al 1960 le manifestazioni concertistiche promosse dalla stessa. Berio ha svolto un'intensa attività di insegnante negli Stati Uniti e in Europa, tenendo corsi di composizione a Tanglewood (1960 e '62), alla Summer School di Dartington (1961 e '62), al Mills College in California (1962 e '63), a Darmstadt, a Colonia, alla Harvard University e, dal 1965 al '72, alla Juilliard School of Music di New York. Dal 1974 al '79 ha collaborato con l'IRCAM di Parigi.
Nel 1980 la City University di Londra gli ha conferito la laurea Honoris causa. E' stato insignito del Premio "Edison" e della "Fondazione Wolf". Nel 1989 ha ricevuto l'Ernst von Siemens-Musikpreis a Monaco ed è membro onorario della Hochschule Mozarteum di Salisburgo. Per l'anno accademico 1993/'94 è stato nominato il Charles Eliot Norton Professor of Poetry alla Harvard University. Ha diretto le più importanti formazioni orchestrali negli Stati Uniti e in Europa.
Nel '96 gli è stato attribuito il Nobel delle Arti per la musica (Premium Imperiale) dalla Japan Art Association, primo italiano in ambito musicale a ricevere questo importante riconoscimento.
Tra le sue opere: Serenata (1957), Sequenze I-IX (1958-81), Thema: Omaggio a Joyce (1958), Allez-hop (1959), Circles (1960), Passaggio (1963), Visage (1963), Sinfonia (1969), Concerto per due pianoforti (1972-73), Chants Parallèles (1975), Il ritorno degli Snovidenia (1976), Aronne (1977), Forse un giorno... (1980), La vera storia (1982), Un re in ascolto (1984), Formazioni (1987), Ofanim (1988), Canticum Novissimi Testamenti (1988), Rendering (1989), Notturno (1993).
Le sue maggiori affermazioni le ha colte nel teatro musicale con un'ampia produzione in cui spiccano, per capacita' mimetica ed evocativa, 'La vera storia', un 'Re in ascolto', entrambi su testi di Italo Calvino, 'Opera', e il recente 'Outis', ricerca dell'uomo-Ulisse risolta con suggestive orchestrazioni. Acuto e intelligente, al centro di tante battaglie riguardanti i contrasti fra vecchia e nuova musica, Berio ha scagliato strali in numerose direzioni (famoso un suo intervento in cui chiedeva perentoriamente la chiusura dei teatri lirici italiani accusandoli di parassitismo), lanciati fin da quando era direttore della rivista 'Incontri musicali'. Tutto questo in nome di un'utopia che lo ha spinto a scoprire i nuovi linguaggi, oltre i confini stessi della musica tradizionale.(ANSA)
Luciano Berio fu tra i primi a intuire le eccezionali potenzialità espressive delle tecnologie più avanzate e a comporre servendosi di strumenti elettronici. La sua opinione sulle ricerche in questo campo, e sui rapporti fra tecnica, musica e istituzioni, non è stata soltanto autorevole, ma essenziale.
Radioscrigno, per ricordarlo, presenta due opere che hanno vinto il Premio Italia in coppia con Giorgio Pressburger e Edoardo Sanguineti, ripromettendosi di continuare le pubblicazioni con interviste e opere del Maestro che hanno segnato significativamente la sua ricerca musicale.
Presentiamo una sua breve biografia.
a cura di Annalina Ferrante
Scheda Tecnica